Alle medie avevo una rubrica con la copertina verde: parola inglese a sinistra, traduzione a destra, una mano a coprire una delle due colonne. Quel metodo è sopravvissuto a tutte le riforme della scuola italiana, e non perché sia il migliore. Se vuoi imparare vocaboli in inglese, o in tedesco, spagnolo, giapponese, esistono modi molto più efficienti e un paio di modi molto più divertenti. Non sempre coincidono.
La risposta in breve: una parola resta se la incontri più volte, a intervalli sempre più lunghi, e se ogni tanto devi tirarla fuori dalla memoria da solo invece di limitarti a riconoscerla. Tutti i metodi che funzionano fanno almeno una di queste due cose. I migliori le fanno entrambe.
Perché le parole si dimenticano
Dimenticare è il comportamento normale del cervello, non un difetto tuo. Una parola nuova che non rivedi diventa sfocata nel giro di qualche giorno, e spesso dopo una settimana è sparita. Ogni volta che la ripeschi, però, la traccia si rafforza e la volta successiva la dimentichi più lentamente. È la cosiddetta curva dell'oblio, e tutto il resto del discorso parte da qui.
Conta anche il modo in cui la ripeschi. Rileggere una lista dà la piacevole sensazione di sapere le parole, perché le riconosci. Ma riconoscere borrow quando lo vedi scritto è molto più facile che fartelo venire in mente quando devi chiedere in prestito una penna al collega di Manchester. Lo sforzo di ricordare, quel mezzo secondo di vuoto prima che la parola arrivi, è proprio ciò che la fissa.
Come imparare vocaboli in inglese: i metodi a confronto
| Metodo | Punto forte | Punto debole | Per chi |
|---|---|---|---|
| Liste e rubrica | Immediate, non serve niente | Si impara l'ordine della lista, non le parole | Chi ha la verifica domani |
| Flashcard | Ti costringono a ricordare | Parole spesso senza contesto | Tutti, dal primo giorno |
| Ripetizione dilazionata | Ripassi solo ciò che stai per dimenticare | Chiede costanza quotidiana | Chi vuole ricordare per anni |
| Lettura e ascolto | Significato vero, uso, registro | Lento, serve già una base | Dall'A2 in su |
| Scrittura | Rende attivo il vocabolario passivo | Faticosa, serve una correzione | Chi deve parlare o scrivere per lavoro |
| Giochi | Ripasso senza accorgersene | Insegnano poco di nuovo | Chi molla quando si annoia |
Liste e rubrica
Hanno un solo vantaggio: sono immediate. Il problema è che con una lista memorizzi anche la posizione. Sai che dopo although viene though perché sulla pagina viene dopo, e appena la parola compare in una frase vera non la riconosci più. Se proprio usi le liste, cambia l'ordine ogni volta e copri la colonna in lingua straniera, non quella in italiano. È più faticoso, ed è esattamente il punto.
Flashcard
Una flashcard è una domanda: davanti l'italiano, un'immagine o una frase con un buco, dietro la risposta. Funziona perché ti obbliga a recuperare la parola invece di riconoscerla. Due consigli. Metti la parola in una frase breve: non to run, ma I run every morning, così impari anche come si usa. E non fare carte troppo ricche: una carta con i sei significati di get non è una carta, è un capitolo.
Per le parole che proprio non entrano c'è un trucco vecchio ma valido, l'immagine assurda. In spagnolo burro vuol dire asino: immagina un asino che spalma il burro su una fetta di pane. Lo ricorderai per sempre, che tu lo voglia o no.
Ripetizione dilazionata
È il metodo più efficiente che conosca per il vocabolario, e anche il più facile da spiegare. Invece di ripassare tutto ogni giorno, ripassi ogni parola a intervalli che si allungano: il giorno dopo, poi tre giorni dopo, una settimana, due settimane, un mese. Se una parola la sbagli, l'intervallo si accorcia e la rivedi presto. Se la sai, si allunga.
Così il tempo di ripasso va tutto alle parole difficili, e quelle facili smettono di rubartelo. Si può fare anche a mano, con qualche scatola di cartone: le carte che sai avanzano di una scatola, quelle che sbagli tornano alla prima. Dopo qualche centinaio di parole, però, gestire le scatole diventa un lavoro a sé. Un'app fa i conti al posto tuo, ed è la ragione principale per usarne una.
Lettura e ascolto
Le flashcard ti danno la parola, il contesto ti dice come si comporta. Che si dice make a decision e non do a decision. Che actually non vuol dire attualmente ma in realtà, e che eventually vuol dire alla fine, non eventualmente: falsi amici che gli italiani pagano cari in ogni riunione in inglese. Queste cose, da una lista, si imparano male.
Il limite è che leggere funziona solo quando conosci già quasi tutte le parole del testo. Sotto quella soglia passi la serata sul dizionario e alla terza pagina chiudi il libro. Per questo i romanzi in lingua dal primo mese sono più un atto di fede che un metodo. Testi semplificati, storie per studenti, articoli brevi: quelli sì. Per l'ascolto, film e serie funzionano bene se scegli i sottotitoli giusti, e ne parliamo in imparare con film e serie tv.
Scrittura
Scrivere è il momento in cui il vocabolario passivo, le parole che capisci, diventa attivo, le parole che usi. Ogni sera tre frasi sulla tua giornata, con almeno una parola nuova. Non è un tema e nessuno ti dà il voto: serve solo che la parola ti passi per le mani. Il difetto è che da solo non sai se la frase è giusta. Qui un madrelingua o un insegnante AI che ti spiega l'errore fanno la differenza, con i limiti che descriviamo in imparare una lingua con l'AI.
Giochi
Ho una certa diffidenza verso chi promette di farti imparare una lingua giocando. I giochi di parole, però, fanno benissimo una cosa precisa: ti fanno ripassare quando non ne hai nessuna voglia. Una partita a Wordle o una sfida contro un amico ti costringono a ripescare parole che altrimenti non rivedresti per settimane. Di cose nuove ne insegnano poche. Tengono vivo quello che sai già, e non è poco.



