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Imparare vocaboli in inglese: i metodi a confronto

Autore: QlangoPubblicato il: Blog

Qlango vocabulary games on three phones

Alle medie avevo una rubrica con la copertina verde: parola inglese a sinistra, traduzione a destra, una mano a coprire una delle due colonne. Quel metodo è sopravvissuto a tutte le riforme della scuola italiana, e non perché sia il migliore. Se vuoi imparare vocaboli in inglese, o in tedesco, spagnolo, giapponese, esistono modi molto più efficienti e un paio di modi molto più divertenti. Non sempre coincidono.

La risposta in breve: una parola resta se la incontri più volte, a intervalli sempre più lunghi, e se ogni tanto devi tirarla fuori dalla memoria da solo invece di limitarti a riconoscerla. Tutti i metodi che funzionano fanno almeno una di queste due cose. I migliori le fanno entrambe.

Perché le parole si dimenticano

Dimenticare è il comportamento normale del cervello, non un difetto tuo. Una parola nuova che non rivedi diventa sfocata nel giro di qualche giorno, e spesso dopo una settimana è sparita. Ogni volta che la ripeschi, però, la traccia si rafforza e la volta successiva la dimentichi più lentamente. È la cosiddetta curva dell'oblio, e tutto il resto del discorso parte da qui.

Conta anche il modo in cui la ripeschi. Rileggere una lista dà la piacevole sensazione di sapere le parole, perché le riconosci. Ma riconoscere borrow quando lo vedi scritto è molto più facile che fartelo venire in mente quando devi chiedere in prestito una penna al collega di Manchester. Lo sforzo di ricordare, quel mezzo secondo di vuoto prima che la parola arrivi, è proprio ciò che la fissa.

Come imparare vocaboli in inglese: i metodi a confronto

Metodo Punto forte Punto debole Per chi
Liste e rubrica Immediate, non serve niente Si impara l'ordine della lista, non le parole Chi ha la verifica domani
Flashcard Ti costringono a ricordare Parole spesso senza contesto Tutti, dal primo giorno
Ripetizione dilazionata Ripassi solo ciò che stai per dimenticare Chiede costanza quotidiana Chi vuole ricordare per anni
Lettura e ascolto Significato vero, uso, registro Lento, serve già una base Dall'A2 in su
Scrittura Rende attivo il vocabolario passivo Faticosa, serve una correzione Chi deve parlare o scrivere per lavoro
Giochi Ripasso senza accorgersene Insegnano poco di nuovo Chi molla quando si annoia

Liste e rubrica

Hanno un solo vantaggio: sono immediate. Il problema è che con una lista memorizzi anche la posizione. Sai che dopo although viene though perché sulla pagina viene dopo, e appena la parola compare in una frase vera non la riconosci più. Se proprio usi le liste, cambia l'ordine ogni volta e copri la colonna in lingua straniera, non quella in italiano. È più faticoso, ed è esattamente il punto.

Flashcard

Una flashcard è una domanda: davanti l'italiano, un'immagine o una frase con un buco, dietro la risposta. Funziona perché ti obbliga a recuperare la parola invece di riconoscerla. Due consigli. Metti la parola in una frase breve: non to run, ma I run every morning, così impari anche come si usa. E non fare carte troppo ricche: una carta con i sei significati di get non è una carta, è un capitolo.

Per le parole che proprio non entrano c'è un trucco vecchio ma valido, l'immagine assurda. In spagnolo burro vuol dire asino: immagina un asino che spalma il burro su una fetta di pane. Lo ricorderai per sempre, che tu lo voglia o no.

Ripetizione dilazionata

È il metodo più efficiente che conosca per il vocabolario, e anche il più facile da spiegare. Invece di ripassare tutto ogni giorno, ripassi ogni parola a intervalli che si allungano: il giorno dopo, poi tre giorni dopo, una settimana, due settimane, un mese. Se una parola la sbagli, l'intervallo si accorcia e la rivedi presto. Se la sai, si allunga.

Così il tempo di ripasso va tutto alle parole difficili, e quelle facili smettono di rubartelo. Si può fare anche a mano, con qualche scatola di cartone: le carte che sai avanzano di una scatola, quelle che sbagli tornano alla prima. Dopo qualche centinaio di parole, però, gestire le scatole diventa un lavoro a sé. Un'app fa i conti al posto tuo, ed è la ragione principale per usarne una.

Lettura e ascolto

Le flashcard ti danno la parola, il contesto ti dice come si comporta. Che si dice make a decision e non do a decision. Che actually non vuol dire attualmente ma in realtà, e che eventually vuol dire alla fine, non eventualmente: falsi amici che gli italiani pagano cari in ogni riunione in inglese. Queste cose, da una lista, si imparano male.

Il limite è che leggere funziona solo quando conosci già quasi tutte le parole del testo. Sotto quella soglia passi la serata sul dizionario e alla terza pagina chiudi il libro. Per questo i romanzi in lingua dal primo mese sono più un atto di fede che un metodo. Testi semplificati, storie per studenti, articoli brevi: quelli sì. Per l'ascolto, film e serie funzionano bene se scegli i sottotitoli giusti, e ne parliamo in imparare con film e serie tv.

Scrittura

Scrivere è il momento in cui il vocabolario passivo, le parole che capisci, diventa attivo, le parole che usi. Ogni sera tre frasi sulla tua giornata, con almeno una parola nuova. Non è un tema e nessuno ti dà il voto: serve solo che la parola ti passi per le mani. Il difetto è che da solo non sai se la frase è giusta. Qui un madrelingua o un insegnante AI che ti spiega l'errore fanno la differenza, con i limiti che descriviamo in imparare una lingua con l'AI.

Giochi

Ho una certa diffidenza verso chi promette di farti imparare una lingua giocando. I giochi di parole, però, fanno benissimo una cosa precisa: ti fanno ripassare quando non ne hai nessuna voglia. Una partita a Wordle o una sfida contro un amico ti costringono a ripescare parole che altrimenti non rivedresti per settimane. Di cose nuove ne insegnano poche. Tengono vivo quello che sai già, e non è poco.

Quanti vocaboli servono davvero

Meno di quanto temi, almeno all'inizio. In quasi tutte le lingue le mille parole più frequenti coprono una parte enorme di quello che senti in una conversazione quotidiana, e con due o tremila parole ben consolidate te la cavi in moltissime situazioni. Le cifre precise cambiano parecchio a seconda della lingua e di come si contano le parole, quindi prendile come ordini di grandezza. La conseguenza pratica non cambia: prima le parole frequenti. Because prima di notwithstanding. Fahrkarte (biglietto) prima di Fahrradschlauch (camera d'aria della bicicletta, nel caso servisse).

Ogni livello del QCER ha, più o meno, il suo vocabolario: lo trovi descritto nella guida ai livelli QCER.

Quale metodo funziona per chi

Se hai dieci minuti al giorno in treno: flashcard con ripetizione dilazionata e nient'altro. È il miglior rapporto tra tempo e risultato che io conosca.

Se parti da zero: un corso che scelga per te le parole e le ordini per livello, poi le flashcard per fissarle. Costruirsi le liste da soli all'inizio è tempo perso, perché non sai ancora quali parole contano.

Se sei a un livello intermedio e ti sembra di non migliorare più: lettura e ascolto, tanti, e un quaderno (o un mazzo di carte) dove annoti le frasi intere che ti colpiscono, non le parole isolate.

Se ti annoi in fretta: i giochi come ripasso, ma con una base di flashcard dietro. Il gioco da solo è il dessert.

Se prepari un esame come il Cambridge B2 First o l'IELTS: liste tematiche, flashcard e soprattutto scrittura corretta da qualcuno, perché all'esame ti chiedono di produrre, non di riconoscere.

Qlango mette diversi di questi metodi nello stesso posto. Le parole arrivano con le lezioni, già scelte per il tuo livello, e la ripetizione dilazionata te le ripropone quando stai per dimenticarle. Ci sono le flashcard, il dettato (utilissimo con l'ortografia inglese, che non perdona), l'audio di ogni parola e giochi come Word Duel, Wordle, Unscramble e Word Search per i giorni in cui studiare non ti va. Le 80 lingue disponibili, con i livelli di ciascuna, sono nella tabella delle lingue.

Domande frequenti

Quante parole nuove al giorno conviene imparare?

Tra cinque e venti, a seconda del tempo che hai. Il limite vero non sono le parole nuove ma i ripassi: ogni parola che aggiungi oggi ti tornerà davanti più volte nelle settimane successive. Meglio dieci al giorno per un anno che cinquanta al giorno per due settimane.

Meglio imparare le parole da sole o dentro le frasi?

Dentro le frasi, quasi sempre. La frase ti regala la grammatica: la preposizione giusta, il verbo che accompagna quel nome, l'ordine delle parole. Le parole isolate vanno bene per i nomi concreti, come fork o Gabel, e poco altro.

Come imparare vocaboli in inglese velocemente?

Ripetizione dilazionata ogni giorno, parole frequenti prima di quelle rare, una frase scritta con ogni parola nuova. Velocemente, però, vuol dire mesi, non giorni. Chi promette mille parole in una settimana si dimentica di dirti quante ne restano la settimana dopo.

Da dove comincio, in pratica?

Da stasera, con dieci parole. Scegli la lingua, fai la prima lezione e lascia che il ripasso di domani te le riproponga. Se dopo una settimana le ricordi quasi tutte, vai avanti con altre dieci; se no, rallenta e ripassa di più.

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