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Imparare l'inglese con le serie tv: sottotitoli e livelli

Autore: QlangoPubblicato il: Blog

Friends watching something together on a phone

In Italia abbiamo una delle migliori scuole di doppiaggio del mondo, e lo paghiamo in inglese. Siamo cresciuti con attori americani che parlavano un italiano impeccabile, mentre in Olanda o in Svezia i ragazzini leggevano i sottotitoli e intanto, senza volerlo, si allenavano l'orecchio. Non è l'unico motivo per cui lassù l'inglese si parla meglio, ma non è nemmeno un dettaglio.

Oggi l'audio originale è a un tasto di distanza su qualsiasi piattaforma, e imparare l'inglese con le serie tv funziona davvero, a due condizioni: scegliere i sottotitoli adatti al tuo livello, e ogni tanto smettere di guardare per cominciare a lavorare. Sui sottotitoli si sbaglia quasi sempre nella stessa direzione, quella della comodità. Il metodo vale anche per lo spagnolo, il francese, il tedesco o il coreano.

Sottotitoli in italiano, in inglese o niente

Ci sono tre modi di guardare una serie in lingua originale, e servono a cose diverse.

Con i sottotitoli in italiano capisci la storia e l'orecchio si abitua al suono e al ritmo della lingua. Ma il cervello legge l'italiano, e l'inglese diventa musica di sottofondo. Utili all'inizio, e per poco.

Con i sottotitoli in inglese senti una parola e la vedi scritta nello stesso istante. In una lingua dove scrittura e pronuncia vanno ognuna per conto suo è un aiuto enorme: è lì che scopri che quel «gonna» era going to e che Leicester si pronuncia più o meno «Lester». Per quasi tutti, dal livello A2-B1 in su, è il formato più utile.

Senza sottotitoli capisci quello che il tuo orecchio sa riconoscere, né più né meno. È l'obiettivo, non il punto di partenza, ed è una misura onesta del tuo ascolto.

La regola pratica: usa i sottotitoli più vicini alla lingua originale che riesci a sopportare senza perdere la trama. Se con quelli in inglese segui la storia a grandi linee, sei pronto per abbandonare quelli in italiano, anche se restare è più comodo.

Imparare l'inglese con le serie tv, livello per livello

I livelli sono quelli del QCER; se non sai dove ti collochi, la guida ai livelli QCER ti aiuta a capirlo in pochi minuti.

A1: poco, breve, ripetuto

A questo livello una serie per adulti è quasi solo rumore. Funzionano i cartoni per bambini piccoli (Peppa Pig in inglese è un classico, e a ragione: frasi brevi, pronuncia chiara, situazioni che si ripetono) e i video pensati per chi studia. Episodi da cinque-dieci minuti, guardati due volte: la prima con i sottotitoli in italiano, la seconda in inglese.

A2: sitcom e scene corte

Le sitcom sono perfette: dialoghi quotidiani, frasi brevi, e le risate del pubblico che ti segnalano la battuta che ti sei perso. Friends e Modern Family sono le scelte classiche per una ragione. Sottotitoli in inglese, una scena alla volta, con il tasto pausa a portata di dito.

B1: quello che hai già visto in italiano

Il trucco migliore per il livello intermedio: riguarda in originale una serie che conosci già doppiata. Sai cosa succede, quindi tutta l'attenzione va alla lingua. Chi ha visto le stesse repliche decine di volte in italiano parte, senza saperlo, avvantaggiato. Episodio intero con i sottotitoli in inglese, poi due o tre scene riascoltate.

B2: drammi, gialli, talk show

Serie con dialoghi più densi, polizieschi, programmi di cucina e talk show, dove si parla veloce e ci si interrompe a vicenda. La prima visione con i sottotitoli in inglese, la seconda di una scena senza niente.

C1: accenti e slang

Adesso puoi permetterti quello che prima ti avrebbe fatto disperare. Peaky Blinders, con l'accento di Birmingham e metà delle battute borbottate tra i denti. The Wire, con lo slang di strada di Baltimora. Derry Girls, irlandese del Nord a velocità doppia. Mettono in difficoltà anche parecchi madrelingua, e non c'è niente di cui vergognarsi: noi italiani Gomorra l'abbiamo vista con i sottotitoli in italiano.

Guardare in modo attivo: un episodio in quattro passaggi

Guardare una serie sul divano con i sottotitoli è ascolto passivo. Fa bene, ma lentamente. Se vuoi che almeno una serata a settimana diventi studio vero, prova questo su un episodio, o anche solo su dieci minuti:

  1. Guarda con i sottotitoli in inglese senza fermarti. Goditi la storia, è pur sempre una serata sul divano.
  2. Scegli una scena di due o tre minuti. Riguardala mettendo in pausa a ogni frase che non capisci, e annota le espressioni utili più che le parole difficili: I'm on my way, it's not a big deal, what's the catch.
  3. Riguarda la stessa scena senza sottotitoli. Adesso la capisci, e quella sensazione è il tuo orecchio che impara.
  4. Ripeti ad alta voce tre o quattro battute imitando il tono dell'attore. È la parte che tutti saltano, ed è quella che allena la pronuncia.

Le espressioni che annoti vanno ripassate, altrimenti tra una settimana sono sparite. Mettile su flashcard e ripassale con la ripetizione dilazionata, cioè a intervalli via via più lunghi; come funziona lo spieghiamo in metodi per imparare i vocaboli.

Il limite delle serie

Le serie sono ottime per l'ascolto e per la lingua parlata, e quasi inutili per imparare la grammatica da zero. Due ore di una serie di cui capisci un decimo sono due ore di musica. All'inizio serve una base ordinata: le serie vi si aggiungono, non la sostituiscono.

Su Qlango quella base è fatta di lezioni brevi ordinate per livello QCER, dettati che allenano l'orecchio a separare le parole, l'audio di ogni parola e frase e la ripetizione dilazionata per i vocaboli. I libri e le «Decoding Stories» sono un buon gradino intermedio tra il libro di testo e la serie vera, perché il testo è già tagliato sul tuo livello. Le 80 lingue, con i livelli disponibili per ciascuna, sono nella tabella delle lingue.

Non solo inglese

Per lo spagnolo, La casa de papel ed Élite parlano veloce e molto colloquiale: meglio dal B1. Per il francese, Lupin è un buon inizio, e Dix pour cent è una lezione di francese parlato parigino travestita da commedia. Per il tedesco, Dark è affascinante ma complicata già in italiano: tienila per il B2. Le serie coreane hanno avvicinato al coreano un sacco di gente; lì, con un alfabeto nuovo da imparare, i sottotitoli in italiano resteranno necessari a lungo, e va bene così.

Con lo spagnolo un italiano ha un vantaggio enorme, e un trabocchetto: capisci così tanto che ti sembra di sapere la lingua. Poi provi a parlare. Le lingue vicine all'italiano, con i loro tranelli, sono in le lingue più facili da imparare.

Quanto guardare

Non serve aggiungere tempo, basta cambiare audio. Un episodio al giorno al posto di quello che avresti guardato comunque doppiato, il metodo attivo una o due volte a settimana, il resto in modo passivo con i sottotitoli giusti. Dopo qualche mese spegnili per un episodio di una serie che segui da tempo. Capirai più di quanto pensi e meno di quanto vorresti, che è esattamente il segno che stai migliorando.

Stasera, prima di premere play, metti audio e sottotitoli in inglese. Se dopo dieci minuti non capisci quasi niente, torna ai sottotitoli in italiano senza sensi di colpa, e domattina fai una lezione del tuo livello: la serie, intanto, non scappa.

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